Martedì, 08 Maggio 2018 09:09

Arrivano i Prof

da GIOVEDI 10 a LUNEDI 14 Maggio

inizio spettacoli ore 19:15 - 21:30

VENERDI BIGLIETTO 4,50€ PER TUTTI

Mentre (quasi) tutti festeggiano le promozioni all'esame di maturità, al liceo Alessandro Manzoni c'è grande preoccupazione: solo il 12% degli studenti è riuscito a conseguire il diploma.

Il Manzoni ha un primato assoluto: è il peggior liceo d'Italia. Non sapendo più che soluzioni adottare, il Preside accoglie la proposta del Provveditore e decide di fare un ultimo, estremo, rischioso tentativo: reclutare i peggiori insegnanti in circolazione selezionati dall'algoritmo ministeriale nella speranza che dove hanno fallito i migliori, possano riuscire i peggiori. Obiettivo: avere almeno il 50% di promossi.

Così l'Alessandro Manzoni rinnova il corpo insegnanti con sette professori veramente speciali, ciascuno dei quali segue un proprio progetto didattico rivoluzionario e un proprio personalissimo metodo di insegnamento. Con risultati disastrosi. Eppure i ragazzi del Manzoni cominciano a capire che sta accadendo qualcosa di grande e che a quello sgangherato e sconclusionato corpo docente importa davvero di loro, al di là dei programmi scolastici e delle note sul registro.
Published in Film
Lunedì, 07 Maggio 2018 10:30

Arrivano i prof

da GIOVEDI 10 a LUNEDI 14 Maggio

inizio spettacoli ore 19:15 - 21:30

VENERDI e MARTEDI BIGLIETTO 4,50€ PER TUTTI

Mentre (quasi) tutti festeggiano le promozioni all'esame di maturità, al liceo Alessandro Manzoni c'è grande preoccupazione: solo il 12% degli studenti è riuscito a conseguire il diploma.

Il Manzoni ha un primato assoluto: è il peggior liceo d'Italia. Non sapendo più che soluzioni adottare, il Preside accoglie la proposta del Provveditore e decide di fare un ultimo, estremo, rischioso tentativo: reclutare i peggiori insegnanti in circolazione selezionati dall'algoritmo ministeriale nella speranza che dove hanno fallito i migliori, possano riuscire i peggiori. Obiettivo: avere almeno il 50% di promossi.

Così l'Alessandro Manzoni rinnova il corpo insegnanti con sette professori veramente speciali, ciascuno dei quali segue un proprio progetto didattico rivoluzionario e un proprio personalissimo metodo di insegnamento. Con risultati disastrosi. Eppure i ragazzi del Manzoni cominciano a capire che sta accadendo qualcosa di grande e che a quello sgangherato e sconclusionato corpo docente importa davvero di loro, al di là dei programmi scolastici e delle note sul registro.
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Giovedì, 23 Novembre 2017 10:04

Gli sdraiati

PROSSIMAMENTE

Gli sdraiati, il nuovo film di Francesca Archibugi, è tratto dall'omonimo romanzo best seller di Michele Serra.

Giorgio (Claudio Bisio) è un giornalista di successo, amato dal pubblico e stimato dai colleghi. Insieme alla ex moglie Livia (Sandra Ceccarelli) si occupa per metà del tempo del figlio Tito (Gaddo Bacchini), un adolescente pigro che ama trascorrere le giornate con gli amici, il più possibile lontano dalle attenzioni del padre. I due parlano lingue diverse ma ciò nonostante Giorgio fa di tutto per comunicare con il figlio. Tito ha una banda di amici, tutti maschi, troppo lunghi, troppo grassi, troppo magri, spaccano rovesciano inzaccherano mentono fuggono puzzano. Stanno sempre appiccicati, da scuola al divano, dal divano a scuola fino a uando nella vita di Tito irrompe Alice (Ilaria Brusadelli), la nuova compagna di classe che gli fa scoprire l'amore e stravolge la routine con gli amici, e finalmente anche il rapporto con il genitore sembra migliorare. Ma l'entusiasmo non durerà a lungo perché il passato di Alice è in qualche modo legato a quello di Giorgio. Giorgio e Tito sono padre e figlio. Due mondi opposti in continuo scontro.

Pubblicato nel novembre del 2013, "Gli sdraiati" aveva raccolto recensioni entusiaste ma anche piccate polemiche: per alcuni, infatti, e specie per i più giovani che si sentivano punti sul vivo, quello di Michele Serra era il borbottio retorico, per quanto ironico, di un vecchio barbogio. Dell'esponente di quella generazione che si era dipinta da sola come "la meglio gioventù" per poi lasciare in eredità ai suoi figli poco o niente: un mondo a pezzi nel migliore dei casi. Di uno di quei giornalisti borghesi che fanno tanto i comunisti, ma poi sono i peggio conservatori, perché dai, su, i ragazzi non sono così: non siamo così, non parliamo così, non stiamo mica sdraiati così, perché non raccontate tutte le cose belle che facciamo?

Eppure, bastava leggerlo bene, il libro di Serra. Leggero bene e, se possibile, se 112 pagine non son troppe, leggerlo fino alla fine. E allora diventava subito chiaro che quello non era un libro sui figli, un dito puntato contro una generazione di sanguisughe fancazzista, ma un racconto leggero e intelligente su una società spaccata in due, e quello commovente di un padre che non sa bene come essere tale, che rimpiange la giovinezza e teme d'invecchiare, e che vorrebbe tanto farlo, guardando un figlio crescere, cercando di capirlo, di parlargli, sperando un giorno magari di abbandonarsi sulle sue spalle come un vecchio Anchise.

"Gli sdraiati" non parla dei figli, dei giovani di oggi, non è un atto d'accusa verso il loro nichilismo abulico: parla di padri, di adulti che non sanno più bene che ruolo ricoprire all'interno della famiglia, come ricoprirlo, come sanare una frattura generazionale che la storia, i tempi, la rete, la trasformazione della società fa percepire oggi come profondissima, misteriosa, carica di elettrica conflittualità nel nome della sopravvivenza.

Detto questo, resta da vedere quale sarà la chiave scelta da Francesca Archibugi (e dal suo co-sceneggiatore Francesco Piccolo) per raccontare col linguaggio del cinema quello che sulla pagina è comunque un lungo, pur ironico, fantasioso e metaforico, monologo interiore di Serra, che parla al lettore, a sé stesso e al figlio senza mai ottenere una risposta, che immagina guerre - letterali - tra generazioni e riflette sulla sua condizione esistenziale di padre e di uomo non più nel fiore degli anni. In che modo i pensieri di Serra e le sue considerazioni verranno rispettate, tradite, ampliate e approfondite.
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Mercoledì, 16 Novembre 2016 12:50

NON C'E' PIU RELIGIONE

PRIMA VISIONE NAZIONALE Martedi 13 e Mercoledì 14 Dicembre - inizio spettacoli ore 19:00 - 21:15 - PROMO: 1) martedì biglietto ridotto per tutti 2) mercoledì 14 biglietto a 2€ Il bambinello del presepe vivente è cresciuto: ha barba e brufoli da adolescente e nella culla non ci sta proprio. Bisogna trovarne un altro a tutti i costi! Una commedia sull'Italia di oggi senza figli e che si arrangia come può, con un lama al posto del bue e tre amici in lotta fra loro, al posto dei re Magi. Un presepe vivente così non si vedeva da 2000 anni nella piccola isola di Porto Buio.
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Web Agency Calabria

Cinema Vittoria

Piazza Dalla Chiesa, 6
Diamante (CS)
Tel +39 0985 81055

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