Quando nasce il Cinema Vittoria?

E’ una domanda alla quale stiamo lavorando da tempo per dare un riscontro formale alla documentazione in nostro possesso e alle testimonianze dirette e tramandate che ci sono giunte fino ad oggi.

PRIMA SEDE (1940 – 1951)

Quel che è certo e documentabile è la presenza di un cinematografo fondato da Ferdinando Cavalcanti nel luogo che oggi ospita lo spazio ricreativo delle “Suore Missionarie del Sacro Costato” sul lungomare di Diamante (CS), in prossimità della “Galleria San Biagio”; conosciuto anche come “Istituto Immacolata Concezione”.

Prima sede del Cinema Vittoria:

dagli anni’40 al 1951

Va chiarito che siamo soliti richiamare il 1940 in via convenzionale sulla scorta di ricostruzioni storiche e fatti realmente accaduti ai protagonisti dell’epoca, ma siamo in attesa di documenti che potrebbero ricondurre l’apertura del Vittoria ad almeno due anni prima. Ad esempio, il primo proiettore fu acquistato da Orazio Cavalcanti (senior) a Napoli tra il 1935 e il 1938: qui prestava servizio presso il collegio dei Salesiani per sostenere gli studi di giurisprudenza.

Sicuramente lontani dalla concezione di un odierna sala cinematografica con tutti i suoi crismi, di fatto le prime proiezioni avvennero in questo ampio salone che all’occorrenza si prestava a luogo di incontro e dibattito.

Nasce dunque il “Cinema Vittoria” per opera di “Nonno Fando”, già podestà di Diamante, a lui si deve tra l’altro l’opera di elettrificazione di molti territori dell’alto Tirreno con la “società idroelettrica del Corvino” (società condivisa con Eugenio Caglianone; impresa che ritroveremo più avanti nel racconto) le cui pertinenze sono ancora oggi visibili lungo il tratto di fiume che dal territorio di Buonvicino (CS) si articola fino alla foce di Diamante.

Quali fossero le reali speranze per la riuscita di questa attività dal grande potenziale ancora inespresso non ci è dato saperlo. Va infatti considerato il momento storico contraddistinto da povertà e disincanto: il mondo si era lasciato da poco alle spalle gli orrori della prima guerra mondiale e si apprestava a scrivere una nuova e nefasta pagina di storia.

Inoltre non esisteva ancora uno “star system” vero e proprio pur manifestandosi le prime avvisaglie, mancava un’industria cinematografica ben strutturata ed organizzata sui territori, ma i tempi erano maturi e si avvertiva che da li a poco qualcosa sarebbe cambiato: ben presto il cinema sarebbe divenuto il principale mezzo di propaganda ed emancipazione culturale. Di qui i richiami al famoso “cinegiornale”, lontano parente degli odierni “telegiornali”. Le generazioni  passate possono infatti testimoniare come prima di ogni film, ci fosse uno spazio dedicato alla cosiddetta “attualità”, una vera e propria vetrina che il Governo assicurava alla propria attività amministrativa per attirare su di sé il consenso popolare.

reperto storico ancora in funzione

che richiama le abitudini del tempo:

il “cinegiornale” passato come “attualità”

Volendo circoscrivere questa fase embrionale del “Vittoria” possiamo ricondurre lo svolgimento delle prime proiezioni in questo luogo dal 1940 al 1952, anno in cui venne inaugurata la nuova sede.

Perchè “Vittoria”? 

Nessun riferimento a familiari e affini come qualche avventore ha provato ad ipotizzare. Si tratta di un retaggio riconducibile alla “Grande Guerra”, uno dei tanti slogan utilizzati al tempo per spingere e rappresentare l’orgoglio nazionale. Ne sono una testimonianza altri cinematografi sparsi in Italia che riportano lo stesso nome per le medesime ragioni.  


SECONDA SEDE (1952 – 1966)

I progressi tecnologici favorirono un implemento quantitativo e qualitativo nella produzione dei film. Parallelamente cresceva l’entusiasmo per questa forma di intrattenimento che cavalcava l’onda del neorealismo riflettendo sul grande schermo la voglia della gente comune di lasciarsi alle spalle il passato e riscattarsi.

Gli spazi utilizzati fino a quel momento risultarono inadeguati e ciò spinse Ferdinando assieme al subentrante nipote Orazio a costruire una nuova sede:  lungo l’attuale C.so Vittorio Emanuele, a pochi passi dalla preesistente sede, nacque la nuova casa del “Vittoria” in grado di ospitare un maggior numero di persone (circa 300). Per i più fortunati che possono raccogliere le esperienze dei propri cari, in questo luogo avvenivano le situazioni più grottesche e disparate. Gli spettacoli iniziavano dalle ore14:00 e si protraevano fino a sera. Tanta era la voglia di abitare questo luogo che molti vi entravano senza sapere neanche cosa ci fosse in programma. E’ in questi anni che si sviluppano figure chiave del mestiere (ormai desuete) come “il proiezionista” e “la maschera”. Sempre in questi anni si consolida il ruolo di collante sociale del Vittoria con un inaspettato alleato: la TV. La televisione era ancora un bene ad appannaggio di pochi e prima del film era possibile assistere alla trasmissione di programmi come “Lascia o raddoppia” divenuti popolarissimi a tal punto da mettere in secondo piano le proiezioni dei film.

La forza trascinante di questa forma d’arte e l’impatto socio culturale che ebbe il “Vittoria” su tutta la costa tirrenica si può cogliere appieno dai racconti che, non di rado, raccogliamo da persone oramai ultra 80enni. Tante persone giungevano al cinema da molto lontano o semplicemente facendosi carico di una lunga strada percossa talvolta finanche a cavallo, spesso in groppa ad un asino. Racconti che sfidano la logica utilitarista e asettica del mondo odierno e suscitano tanta emozione per quanto è stato fatto da chi ci ha preceduto.

Negli stessi anni e fino all’avvento dell’attuale sede, prese vita anche un arena cinematografica che dava respiro, nel periodo estivo, alle programmazioni del Vittoria. L’arena si collocava in via Teresa Benvenuto nell’area che più di recente venne adibita dapprima ad officina meccanica e successivamente riconvertita a complesso residenziale.

Che fine fece la sede originaria?

Il fondatore Ferdinando Cavalcanti donò in beneficenza l’intero stabile all’Istituto Immacolata Concezione a condizione che questo luogo fosse rivolto all’istruzione dei bambini meno abbienti di Diamante, vita natural durante. A distanza di tanti anni, l’Istituto continua ancora oggi a prestare asilo secondo la volontà del suo benefattore.

L’ATTUALE SEDE (1967 – OGGI)

L’attuale sede sita in Piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa, venne inaugurata con la proiezione del film “Il papavero è anche un fiore” ad Aprile del 1967 da Orazio Cavalcanti. Con un’opera mastodontica che ancora oggi consente al Vittoria di scomodare paragoni, raccogliamo i frutti di un atto coraggioso e visionario che ha consegnato alla città di Diamante uno dei principali poli culturali della regione.

Il primo programma della nuova sede.

Fece seguito all’inaugurazione avvenuta pochi giorni prima

in concomitanza delle festività pasquali.

Persona poliedrica e distinta, Orazio fù protagonista di molteplici attività ed ebbe il coraggio di investire i proventi dell’esproprio dell’ “impresa idroelettrica del Corvino” su quest’opera: infatti, in seguito alla nazionalizzazione delle imprese elettriche avvenuto ad inizio degli anni ’60, in attesa delle perizie sulla stima dell’azienda e dei tempi di indennizzo riconosciuto dallo Stato (avvenuto solo ad inizio degli anni ’80), ebbe la forza di affrontare questa sfida.

Orazio Cavalcanti (senior)

Inizialmente distribuiti su due livelli con la classica distinzione in platea e tribuna, a metà degli anni ’90 venne eliminata la balaustra divisoria con ri-disegnazione delle quote plano altimetriche. Sempre nel medesimo periodo e sotto la gestione degli eredi Ferdinando (junior) e Fabio, il Vittoria si dotava di gruppo elettrogeno e aria condizionata, cambiava la logica di programmazione sfidando il mercato con uscite in contemporanea (prima di allora era poco usuale la concomitanza con le prime visioni) e consolidava le basi per ciò che è visibile ancora oggi.

Va peraltro menzionata la tradizione teatrale iniziata negli anni ’80 in un periodo storico particolarmente caro ai diamantesi e trainato dalla fervente attività culturale e lo spirito di iniziativa del tempo: sono gli anni dell’operazione “Murales”, nasce la storica emittente locale “Telediamante”, da li a qualche anno nacque il “Festival del Peperoncino”. Tra i tanti talent che si sono esibiti sul palcoscenico del Vittoria vanno certamente ricordati volti celebri come Luca e Luigi De Filippo, Franco Califano, Raf Vallone, Ugo Pagliai, Amedeo Minghi, Lando Buzzanca, Peppe Barra, Carla Fracci, Paola Pitagora, Leo Gullotta, Lello Arena e più di recente Carlo Buccirosso, Biagio Izzo, miti del doppiaggio come Luca Ward e Pino Insegno, volti contemporanei del panorama nazionale come Barbara D’Urso, Maurizio Battista, Francesco Cicchella.

Proiezionisti all’opera nei locali del Vittoria:

Giovanni Caselli e Giovanni De Pietro

proiezionista

Salvatore Valente

proiezionista Giovanni Perrone

sala prima dell’eliminazione della balaustra divisoria

Oggi, il Cinema Vittoria è un luogo che da asilo a tutte le forme d’arte: dal teatro, alla danza, passando per la condivisione di eventi sportivi, senza perdere il carattere distintivo della promozione del cinema internazionale e d’essai garantendo un calendario di prime visioni e, laddove possibile, di anteprime.

Con l’ultima ristrutturazione significativa completata a cavallo del 2022/23, il Vittoria ha effettuato un ulteriore upgrade. Intervenendo su più fronti e incuranti del periodo appena lasciato alle spalle (si ricorda la chiusura per oltre un anno a causa dell’emergenza sanitaria del 2020) si è inteso abbracciare appieno le politiche green e digitali alla base della programmazione europea. (per saperne di più clicca qui)

Oggi diciamo grazie a tutti coloro che si seguono e ci supportano in questa avventura centenaria, impegnandoci ogni giorno con la stessa costanza e determinazione a mantenere viva su Diamante una luce!

DA DICEMBRE 2025 il Vittoria si trasforma in MULTISALA!

Con un’operazione ardita, coraggiosa e controtendenza rispetto al momento storico, la famiglia Cavalcanti ha regalato alla comunità dell’alto tirreno cosentino una seconda sala cinematografica che, benché più piccola in termini di capienza posti rispetto alla sala 1, non ha nulla da invidiare sotto il profilo tecnico e tecnologico: dotata di proiettore laser e impianto dolby 950, pronta ad essere impiegata anche in contesti extra-cinematografici come conferenze e presentazioni, studiata per garantire il migliore comfort acustico, si presenta come il luogo ideale per godersi il grande cinema.

Non c’è nessuna forma d’arte come il cinema per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell’anima.”

INGMAR BERGMAN